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Il viaggio e la preparazione degli equipaggi

La presente proposta non ha come priorità il compimento di una "impresa" sportiva. Se tale fosse l’intendimento, sarebbe più opportuno organizzare un unico equipaggio, ben determinato a coprire ogni giorno quante più miglia marine possibili e dunque a sostare in serata nell’ultimo approdo utile (ad esempio, una spiaggia), con i necessari adattamenti (pernottando nei sacchi a pelo), all’unico scopo di compiere il percorso nel minore tempo possibile.

Ciò, tuttavia, mal si coniuga con le finalità promozionali che vogliono caratterizzare il presente progetto: esse impongono approdi aperti al flusso del pubblico, ove, nei termini prima indicati, sviluppare l’azione di incontro e coinvolgimento; se, per ogni tappa, l’orario di partenza della nostra piccola "flotta" potrà essere "elastico", quello d’arrivo non dovrà dunque superare il medio pomeriggio (ciò non toglie che il raid richiederà comunque ai partecipanti un impegno al limite delle loro capacità).

Pertanto, il numero delle tappe e la consistenza in miglia marine di ciascuna di esse dovranno essere accuratamente pianificati dal Comitato Organizzatore. In linea di massima, compatibilmente con le finalità sopra esposte e salvo condizioni ambientali particolarmente avverse, si dovrebbe mirare ad un numero complessivo di giornate di voga non superiore a nove, quante cioè ne furono necessarie agli ardimentosi della "C.Colombo" nel 1880: le migliori caratteristiche tecniche delle imbarcazioni odierne dovrebbero teoricamente compensare il probabile minor numero complessivo di ore di voga (è infatti plausibile che gli atleti dell’epoca abbiano remato intensamente da mattina a pomeriggio avanzato).

E’ inoltre da appurare che la risalita del fiume Tevere non sia ostacolata da barriere naturali o artificiali (dislivelli, dighe, ecc.); in tale eventualità, sarà necessario studiare subito le più consone soluzioni.

Il periodo dell’anno più favorevole alla realizzazione del viaggio va probabilmente dalla metà del mese di giugno alla metà di quello di luglio.

Gli equipaggi (composti ciascuno da 5 vogatori, con alternanza variabile degli stessi al timone, così da potere disporre di turni di riposo e di un elemento di riserva immediatamente impiegabile in caso di emergenza) dovranno essere definiti entro una data prestabilita e seguire uno specifico allenamento redatto da un tecnico all’uopo incaricato. Si punterà a conseguire la maggiore uniformità possibile tra i vari equipaggi, onde evitare eccessivi "frazionamenti" della "flotta" nel corso delle tappe; sarà anche opportuno organizzare presso il Centro Remiero di Genova-Prà giornate di allenamento in mare, dando fra l’altro così contenuto alla "missione" di sviluppo del "coastal-rowing" che si è voluta assegnare a tale impianto.

E’ altresì da prevedersi un ragionevole quantitativo di "riserve", in grado di subentrare prontamente in caso di improvvise defezioni nella fase di partenza, nonché in tempi contenuti qualora si rendesse necessario un loro impiego nel corso del viaggio (per tale ultima eventualità, una diversa soluzione potrebbe essere rappresentata dall’utilizzo di atleti resi all’uopo disponibili in anticipo dai circoli remieri coinvolti in ciascuna tappa, limitatamente allo svolgimento della stessa).

Qualora si verificasse una eccedenza di imbarcazioni disponibili, le singole società potranno partecipare all’iniziativa con più equipaggi; viceversa, un surplus di vogatori interessati al raid nell’ambito di uno stesso (o più) club potrebbe trovare soluzione nella sostituzione, parziale o totale, dell’equipaggio di partenza durante lo svolgimento del viaggio (applicando tale criterio, anche i vogatori individuati inizialmente come riserve potrebbero avere uno spazio e motivazione sufficiente per sottoporsi a carichi di lavoro preparatorio analoghi a quelli dei titolari).

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